"Più i ricordi di Naoko sbiadiscono dentro di me, più sento di capirla. Oggi capisco anche la ragione per cui mi pregò di non dimenticarmi di lei. Naturalmente lo sapeva benissimo. Sapeva che prima o poi in me il suo ricordo avrebbe cominciato a sbiadire. Ma a pensarci provo una pena terribile per lei. Perchè Naoko non mi amava nemmeno".
Io ho fatto un voto. Ho fatto una promessa a me stessa. Mi sono detta: “Se non riesco a ottenere ciò che desidero più di ogni altra cosa, cioè conquistare e ricevere amore da chi mi sta attorno, mi profonderò nell'unico sforzo che potrebbe riuscirmi in futuro: lo studio”.
Ho un viso molto comune, al punto che ovunque vado mi scambiano per qualcun altra. Ho dei sentimenti così ingenui, puri e innocenti, e a volte sono così insicura, da sembrare ancora un adolescente. O forse lo sono, a mia insaputa. Tu credi che sia ostinazione, che sia una sfida. E invece.
La metropolitana di Tokyo scorre in fretta con i suoi pensieri. Sembro anch’io una di loro. Mi isolo un attimo dal contesto. Parole straniere in corsa, sul fondo dei miei pensieri, come una scia che lascia un segno flebile, un suono soffuso. Talvolta sembro giapponese, ma sono italiana. Il mio cuore è italiano, è di un italiano, lui che ha sempre avuto, sin da quando lo conosco, questa mania di imitare i personaggi del cinema o dei fumetti, e io di assecondarlo. Questo mondo, lo sento, non mi appartiene, eppure è mio più di ogni altra cosa.