Avviene tutto per caso.

   


martedì, 30 giugno 2009
 

L'uomo scatola

Per un po' ho viaggiato insieme a lui
l'uomo scatola, aggrappandomi
al suo nome come fosse una mano
( ma senza chiedergli nulla, nemmeno amore
( e sforzandomi sempre, e contorcendomi
per osservare il mondo dal suo oblò di cartapesta
da cui vedeva, pensava, sentiva, immaginava.
Nella nostra infanzia ancora giovane
a turno, ci innamoravamo di tutto
scambiandoci ruoli più e più volte 
( lui muto e sordo, paladino del nulla
( e io insieme a lui, regina di niente
inventando d'accordo futuri pianeti 
dove sbocciassero stelle, su tramonti di viola 
e alberi con occhi da
 gatto siamese....
finchè un giorno mi mostrò le sue braccia
piene di graffi e di cicatrici, volle spiegarmi
cosa vuol dire non avere radici.
Allora, posai lo scettro e me ne andai
anche lui restò solo, e non lo riconobbi più: 
non era più il mio uomo scatola.


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venerdì, 26 giugno 2009
 

Il cammello

Tu mi lasciavi andare avanti
( a perdifiato, tutto il giorno 
( inseguendo gioia con passi da cerbiatto
e poi mi raggiungevi, la sera
( scardinando un passo dopo l'altro
( imitando il tramonto, con il tuo cilindro in mano.
Era perfetto, allora, come gatti
giocavamo a nascondino...
( e di nuovo, io svelta ti superavo
( in corsa fino a girarmi indietro
...e poi era buio, e tu non c'eri più.

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giovedì, 25 giugno 2009
 

Ripenso a quante volte sono passata sotto quella cascata d'acqua, acqua che scorreva da un balcone, sotto un cornicione in mezzo a una strada, e come fra me e me ne ridevo. Il commesso di quel negozio deve aver pensato che fossi matta. Sono proprio una bambina, ho pensato, e vorrei tornare indietro da te.
Questo desiderio è stato sigillato sotto quella cascata d'acqua.

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mercoledì, 24 giugno 2009
 

A te, devo, l'Eternità.

Bevendo l'acqua di ieri, ansia sulle tue labbra

dentro tazze di fumo: la battigia dei nostri pensieri.

 E lontano, sempre più lontano, la vela bianca.




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domenica, 21 giugno 2009
 

Scrivere un romanzo è come edificare una fortezza, un castello, costruire un rapporto con qualcun'altro, che sia speciale. Le parole, a poco a poco, facendo attenzione, si uniscono come tanti mattoncini colorati, con cura e con pazienza, o come dei ricordi si stratificano nel tempo. Ma c'è bisogno di avere ottime intenzioni e basi solide, o meglio è questa, secondo me, la cosa che conta più di tutto il resto.

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giovedì, 18 giugno 2009
 

La battaglia

E' scomparsa
anche l'ultima fetta di cielo
su questo tramonto
e stanca, coi tremiti alle mani
mi appresto a queste mura:
fine della battaglia.
E' caduta l'ultima speranza
e tu che guardi, straniero, sottecchi
sappi che ho perso la battaglia,
la mia più grande battaglia.
Sotto gli occhi tuoi, di tutti
la mia terribile sconfitta
e depongo le armi, io
che non mi sono mai arresa:
d'ora in poi, straniero
la mia vita non ti riguarda.


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martedì, 16 giugno 2009
 

"Più i ricordi di Naoko sbiadiscono dentro di me, più sento di capirla. Oggi capisco anche la ragione per cui mi pregò di non dimenticarmi di lei. Naturalmente lo sapeva benissimo. Sapeva che prima o poi in me il suo ricordo avrebbe cominciato a sbiadire. Ma a pensarci provo una pena terribile per lei. Perchè Naoko non mi amava nemmeno".

Io ho fatto un voto. Ho fatto una promessa a me stessa. Mi sono detta: “Se non riesco a ottenere ciò che desidero più di ogni altra cosa, cioè conquistare e ricevere amore da chi mi sta attorno, mi profonderò nell'unico sforzo che potrebbe riuscirmi in futuro: lo studio”.

Ho un viso molto comune, al punto che ovunque vado mi scambiano per qualcun altra. Ho dei sentimenti così ingenui, puri e innocenti, e a volte sono così insicura, da sembrare ancora un adolescente. O forse lo sono, a mia insaputa. Tu credi che sia ostinazione, che sia una sfida. E invece.

La metropolitana di Tokyo scorre in fretta con i suoi pensieri. Sembro anch’io una di loro. Mi isolo un attimo dal contesto. Parole straniere in corsa, sul fondo dei miei pensieri, come una scia che lascia un segno flebile, un suono soffuso. Talvolta sembro giapponese, ma sono italiana. Il mio cuore è italiano, è di un italiano, lui che ha sempre avuto, sin da quando lo conosco, questa mania di imitare i personaggi del cinema o dei fumetti, e io di assecondarlo. Questo mondo, lo sento, non mi appartiene, eppure è mio più di ogni altra cosa.


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lunedì, 15 giugno 2009
 

Forse non lo sai, o non te l'ho ancora detto, ma... da quando ha cominciato a fare caldo, qui, fino a poche settimane fa non ero ancora riuscita a mettere quella gonna e quel top, ricordi? Dici che a Roma fa ancora più caldo di qui? No, non credo, guarda. Comunque, dicevo, li prendevo dall'armadio, dai cassetti, li fissavo e li rimettevo al loro posto. Era troppo per me, capisci? Era troppo ripensare a tutto, ripensare che... insomma, si. Alla fine hai ragione. Lo so che in ogni caso lo faccio e che è sbagliato. Infatti. Comunque oggi, per la prima volta dopo tanto tempo, sono riuscita a metterli. Si, ridi pure se vuoi... lo so, sono una persona tremendamente nostalgica. Ma tu mi conosci. Si, anche se lo dimentico a volte lo so anch'io. E' che è ridicolo, davvero ridicolo. Mi sembra assurdo, un paradosso. Se ci penso... me lo ripeto in continuazione. Forse mi sbaglio? E se fosse sempre un maledetto circolo vizioso? Devo smetterla. Tu credi, solo per questo? No, non potrei mai farlo. Sai benissimo che per me non è una cosa "passeggera". Ma perchè? Non farò mai una cosa del genere... e poi ti ho detto, sono curiosa, diciamo. Io ci credo, un po' ci ho sempre creduto. Esatto, però è tutto da vedere. No... mai. Scherzi? Vedremo, vedremo. E' qualcosa che sento, o almeno credo. Ma lo sai benissimo cosa ho passato e non è servito a niente. Beh, forse si. Si, ok. Già. Ti ho detto di si! Ma prima di andare, concedimi almeno questo, un ultimo canto d'amore.


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domenica, 14 giugno 2009
 

Quei sabato sera passati così

- Perchè non glielo dici?
Non voglio che lui sappia.
- Perchè non gli spieghi il motivo?
Non voglio ci sia un fantasma tra di noi.
- Ti sei accorta che gli piaci, no?
L'amore è una cosa troppo distante da me.
- Sapessi con che occhi ti guarda...
Fine. Non vale più la pena pensarci.
- Perchè allora non fai quello che ti senti? Perchè non...?
Anche lui lo sa. Non ho avuto il coraggio di dirlo.
- Perchè non glielo dici?
Semplicemente, non ho avuto coraggio.
- Insomma, prima o poi dovrai prendere una decisione.
Sono troppo abituata ad avere io il coltello dalla parte del manico.
- Allora, perchè? Poverino...
E' tutto sbagliato, ma non posso far finta che...
- Ci vorrà del tempo, forse.
Me lo chiedo spesso e... si, ce ne accorgeremo entrambi.

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sabato, 13 giugno 2009
 

A volte mi domando fino a che punto un uomo può essere onesto, e se, per ottenere una qualsiasi forma di riconoscimento dal mondo esterno, abbia bisogno di rinunciare a quella parte di sè meno corrotta. Un uomo onesto, non saprei dire fino a che punto possa cambiare le sue idee - ammesso che ne abbia - e oltre quali limiti possa spingersi pur di ottenere ciò che vuole. Perchè forse è di natura che l'uomo sia corrotto, infimo, bugiardo, pur di raggiungere la massima altezza.
Eppure voglio credere che non sia sempre così. Voglio illudermi ancora che, con le proprie forze, chiunque può arrivare al podio che desidera, senza avere costantemente la sensazione di ammazzare il tempo.


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