Per un po' ho viaggiato insieme a lui
l'uomo scatola, aggrappandomi
al suo nome come fosse una mano
( ma senza chiedergli nulla, nemmeno amore
( e sforzandomi sempre, e contorcendomi
per osservare il mondo dal suo oblò di cartapesta
Nella nostra infanzia ancora giovane
a turno, ci innamoravamo di tutto
scambiandoci ruoli più e più volte
( lui muto e sordo, paladino del nulla
( e io insieme a lui, regina di niente
inventando d'accordo futuri pianeti
dove sbocciassero stelle, su tramonti di viola
e alberi con occhi da gatto siamese....
finchè un giorno mi mostrò le sue braccia
piene di graffi e di cicatrici, volle spiegarmi
cosa vuol dire non avere radici.
Allora, posai lo scettro e me ne andai
anche lui restò solo, e non lo riconobbi più:
non era più il mio uomo scatola.
